scontrino caffè lavena venezia

19 ago 4 motivi per cui lo scontrino choc in Piazza San Marco non deve scandalizzare

Scontrino battuto in piazza San Marco, al Caffè Lavena, per 4 caffè e 3 amari.

scontrino caffè lavena venezia

In questi giorni sta suscitando polemiche e discussioni in rete, quasi si trattasse di una truffa legalizzata ai danni dei clienti del locale. Sinceramente, non capisco tutto questo scandalo :/ Sintetizzo la mia opinione in 4 punti.

1- Scontrino battuto regolarmente, e già questo è apprezzabile.

2- Stai consumando un caffè in piazza San Marco, in uno storico locale aperto nel 1750, comodamente seduto e ascoltando musica dal vivo (aggiungo: non il primo musicista improvvisato). Molto semplicemente stai pagando un’esperienza unica nel suo insieme, non il caffè. Per il solo caffè c’è il bar della stazione dei treni o uno qualunque scelto a caso in qualche calle anonima. Locale/brand di lusso vs commodity

3- Foto come questa sono un toccasana per l’immagine di Venezia, perchè contribuiscono ad alimentare il mito dell’esclusività e del prestigio di quei locali. Non c’è amico straniero con cui abbia parlato di Venezia che non abbia accennato spontaneamente, e con aria incuriosita e affascinata, al costo dei caffè in Piazza San Marco. Curiosa sta cosa. Curioso anche il fatto che NON SIA UN FRENO al desiderio di visitare Venezia, anzi, spesso questi locali diventano una delle attrattive da fotografare…

4- Non capisco il bisogno di tirare fuori l’etica o la guardia di finanza o che ne so. C’è un listino prezzi pubblicamente esposto, PUOI SCEGLIERE SE ENTRARE E PAGARE, battono gli scontrini, e se proprio si vuole meramente bere un caffè, ci sono n-mila bar nelle vicinanze dove berselo a pochi euro.

Siete d’accordo con me? Avete altro da aggiungere?

Concludo riportando i 3 migliori commenti a questa foto che ho trovato su Facebook: :)

  • “Scusate ma pensavate di prendere il caffè in bicchierini di plastica alla sagra della trebbiatura?”
  • “Cominciate a farli gli scontrini a Napoli, poi li confrontiamo coi nostri…” (l’ho riportato in chiave ironica, non come polemica eh!)
  • “La cocaina costa meno”

 

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Francesco Favaro
favaro.france@gmail.com

Laurea Magistrale in Marketing e Comunicazione. Attualmente sono Marketing Assistant in SodaStream Italia. Leggo molti saggi e manuali, per il desiderio di capire di più, e più a fondo. . Osservatore. Profilo Google +

26 Comments
  • nilocolò
    Posted at 17:26h, 19 agosto Rispondi

    a mio avviso:
    1. battere gli scontrini non è apprezzabile, è obbligatorio per legge.
    2. nello scontrino non vedo l’importo “esperienza unica nel suo insieme” ma vedo le voci singole di 4 caffè, 2 amari e 7 interi per il supplemento musica. Certo, il locale è storico e rinomato e posso anche capire che i prezzi siano più alti della media, ma con ciò non trovo giustificabile un simile importo. Anche perchè se proprio vogliamo dirla tutta, l’esperienza unica non la fa ne il caffè ne la musica del rinomato locale, ma la fa Piazza San Marco a cui si può accedere gratuitamente.
    3. hai ragione quando dici che è un toccasana per Venezia. Bene o male, l’importante è che se ne parli. Hai ragione anche quando dici che la gente visita tali attrattive…ma solo per fotografarle (mica per consumare!).
    la pubblicità, che uno scontrino del genere fa a Venezia, non viene intesa come il valore monetario di un’esperienza unica ma viene, più semplicemente, recepita come uno sfruttamento smodato del turismo.
    4. su questo punto sono pienamente d’accordo con te. “se ti dormi e i te incuea, no sta ndar pianser dae mama” mi diceva mio nonno. Vale anche per questi romani che sicuramente avranno vissuto un esperienza unica, letteralmente.

    • Francesco Favaro
      Posted at 17:47h, 19 agosto Rispondi

      Grazie per il commento, rispondo anche io per punti :)
      1- il primo punto era ironico, anche se di questi tempi lo sta diventando meno.
      2- quando in discoteca paghi un cocktail 10 euro, o paghi 60 euro per andare a vedere un concerto? L’esperienza unica la fa piazza San Marco, è vero, ma se una persona volesse limitarsi a quella sola esperienza, non entrerebbe in quel bar a prendersi un caffè, cosciente dei prezzi. A quanto pare l’idea che abbiamo di esperienza unica è molto soggettiva, e non possiamo essere noi a decretarla per gli altri. Possiamo al massimo proporre delle esperienze, come fa con successo quel caffè Veneziano.
      3- C’è uno specifico segmento di popolazione mondiale che ha molti soldi e che si sente bene e felice utilizzandoli per vivere un certo tipo di esperienze. Passami questo esempio: Ferrari, c’è chi la guida e chi la fotografa.
      Quella pubblicità viene vista come sfruttamento smodato dai cittadini italiani, è un argomento che prende la pancia del pubblico, come quando si parla dei stipendi di manager o dei prezzi di certi beni di lusso. Non credo che certa pubblicità vada a influire negativamente sul target di queste location, e nemmeno sul resto del turismo veneziano. Tra l’altro internet e l’editoria pullula di guide dettagliate su come muoversi al meglio senza spendere molto e queste cose qui.
      In tutto questo spero che il mio articolo possa poi contribuire a spiegare un po’ le logiche economiche e di marketing che regolano questi prezzi.

      Lo sfruttamento smodato del turismo lo si trova in quei baretti anonimi dove se vedono che sei straniero di chiedono 5 euro per uno spritz.

      4- Felici e d’accordo :)

      • nilocolò
        Posted at 18:13h, 19 agosto Rispondi

        sotto sto punto di vista c’hai ragione. 😉

  • massimo
    Posted at 18:25h, 19 agosto Rispondi

    Non sono per niente d’accordo, scusa ma se una persona paga una Ferrari 200’000 euro c’è una ragione se costa tanto, vedi motore, ingegneria, tecnologia e una lista infinita di cose… Ma dirmi che ci sono persone che piace sprecare i loro soldi e quindi approfittarne per far pagare 24 euro un espresso, scusa se lo dico ma mi sembra un sfruttamento della zona e dei turisti. Poi non contiene nemmeno oro i chicchi di caffè e sullo scontrino non c’è scritto 4 euro espresso 20 euro perchè il locale è rinomato.

    • chiaretta
      Posted at 18:34h, 19 agosto Rispondi

      @massimo: per una Ferrari non paghi solo il motore, paghi anche il brand, lo status che ti conferisce, il design e un sacco di altre cose intangibili che danno giustificazione al prezzo che, evidentemente, qualcuno è disposto a pagare. Se chiedi a me se sia un prezzo accettabile ti rispondo “ma anche no!”, ma fino a quando c’è un mercato che accetta questo prezzo per il valore reale o percepito del bene, Ferrari venderà le sue macchine a un prezzo inconcepibile per la sottoscritta. E fanno bene, stanno solo sfruttando una nicchia. Ora, se al bar in questione era esposto il listino prezzi e i clienti ne potevano avere visione, la scelta dei clienti è giustificata dal fatto che per loro andava bene prendere un caffè a quel prezzo. Per noi non va bene? Cambia poco, anche li è stato sfruttato un mercato, e se riescono a cogliere tutta la disponibilità a pagare di questi clienti, non sono degli sfruttatori, ma sono dei geni.

      • Piergiorgio
        Posted at 22:38h, 19 agosto Rispondi

        una ferrari é un prodotto unico, frutto del lavoro e dell’ingegno dell’uomo. un caffé a €6 in una cittá d’arte no. Non vi é niente di esclusivo. Vi sono altri posti stupendi che non sono piazza san Marco in cui il turista non é trattato come una vacca da mungere.

    • Francesco Favaro
      Posted at 18:35h, 19 agosto Rispondi

      Ma queste persone non stanno sprecando soldi, la cosa è relativa. Dal punto di vista dell’esperienza che stai vivendo, la cosa è unica e ti lascerà un ricordo indelebile; un ricordo molto diverso e più forte di quello che potresti avere prendendo un caffè da 80cent in un bar anonimo di una qualsiasi calle veneziana.

      Credo che il paragone con i beni di lusso renda bene, una borsetta di prada la paghi uno sproposito, c’è chi le compra, eppure ce ne sono si identiche a un decimo del prezzo.
      IDENTICHE dal punto di vista materiale. Se critichi quel caffè a Venezia, dovresti criticare tutto il nostro sistema economico… La vedo così

      • Piergiorgio
        Posted at 20:33h, 19 agosto Rispondi

        ed infatti io critico allo stesso modo chi chiede €2000 per una borsa. si possono fare i soldi in diversi modi, alcuni sono parecchio piú squallidi di altri. Venezia e piazza san Marco dovrebbero essere luoghi aperti al pubblico, non privatizzati da bar per miliardari. Dopo ognuno é libero di pensarla come vuole, come si puó vedere gli altri commenti sono tutti d’accordo con te. Amen.

  • Gulli
    Posted at 18:50h, 19 agosto Rispondi

    Premetto che parlo da non amante di Venezia in quanto a città per viverci (ci ho passato 10 anni della mia vita e non finirò mai di ringraziare il momento in cui mia madre decise di trasferirci altrove), ma allo stesso tempo ne riconosco la bellezza e l’enorme valore culturale e storico che ha. Sono D’ACCORDISSIMO con l’articolo di Francesco.
    Sinceramente chi grida allo scandalo in questi casi mi fa ridere! Come quelli che vanno a cena in un ristorante con 3 stelle Michelin e stappano i migliori vini e poi s’incazzano perché il conto è di 500 euro a testa! Basta informarsi e sapere stare al mondo per sapere, ed eventualmente evitare, certe situazioni!
    Tornando al caso dello scontrino da 100 euro al Caffè Lavena io credo che sia GIUSTISSIMO! Come giustamente riportato nell’articolo non si tratta di un semplice caffè! Si tratta di pagare per una mezz’ora seduti comodamente in una delle piazze più belle al mondo, con un orchestrina in tight che ti suona dal vivo, con tazze pregiate ed argenteria varia al seguito, serviti e riveriti da un locale aperto nel 1750…. Ma che caaaaa**o pretendete??? Per chi ha bisogno del caffettino per risvegliarsi dall’abbiocco ci sono milioni di bar a pochi metri dove ti fanno un nell’espresso al banco al costo di 1 euro o poco più! Di certo non si va a prenderlo al Lavena o al Quadri!
    Che poi, ragionando un attimo sullo scontrino, deduco si sia trattato di un gruppo di 7 persone dato che vedo 7 supplementi musica e 4 caffè + 3 amari = 7… Quindi 100/7 fa meno di 15 euro… E c’è chi si è lamentato per aver speso 15 euro per un esperienza che la maggior parte della gente avrà l’opportunità di avere forse una volta nella vita!
    Chi ha il coraggio di criticare è solamente un ignorante!
    Ciao a tutti

  • Massimo
    Posted at 19:05h, 19 agosto Rispondi

    Prima di tutto se si paga un po di più per la marca, vuol dire che in passato era sempre un passo in avanti e quindi con gli anni se li sono anche guadagnati le stime, poi pagare il brand è una percentuale piccola, vedi bugatti non era una marca rinomata come la ferrari ma costa 800’000 per contenere i costi materiali manodopera etc… Poi se adesso mi dite che erano in 7 lo scontrino è più che giusto secondo me, io pensavo che era un turista con 7 persone che suonavano. Comunque il fatto è finito anche sui giornali, anche se adesso mi rendo conto che se erano in 7 il prezzo 6 euro per un espresso è più che apprezzabile.

    • chiaretta
      Posted at 19:20h, 19 agosto Rispondi

      e il brand del caffè in piazza san marco non è da pagare? come la bugatti e la ferrari anche loro fanno pagare il brand :)

  • francesco
    Posted at 19:21h, 19 agosto Rispondi

    prezzi del bere normali visto il posto. e sul sito la musica c’è scritto che costa 18 € /ora con tanto di musica a scelta

  • Sonia
    Posted at 19:22h, 19 agosto Rispondi

    Per favore, non farmi ridere!!! L’Italia è piena di “esperienze uniche” ma ovunque il caffè ha il costo di un caffè! E hai anche il coraggio di dire che la colpa è di chi non legge il listino posto all’esterno? Non ti viene in mente piuttosto che a nessuno passa nemmeno per l’anticamera del cervello di controllare il prezzo di una bevanda così usuale? Però ti do ragione, una colpa ce l’ha …… quella di dare per scontato che i ladri stiano in galera e non a gestire bar rinomati in piazza San Marco. E tu studi Marketing? Complimenti, ecco in che mani siamo!!!!!

    • Francesco Favaro
      Posted at 19:33h, 19 agosto Rispondi

      Sonia, un attimo, parliamone. 😀
      Pagare 6 euro un caffè in piazza San Marco, in uno dei locali più famosi al mondo per storia e qualità, ti sembra così un furto?
      Che poi è quello che succede in ogni posto turistico, solo che a Venezia, in piazza San Marco, una delle più famose e uniche e invidiate location del mondo, la cosa viene amplificata al massimo.

      Non si tratta di rovinare il mondo, ma vendere un caffè a 80 cent li, mi sembrerebbe un po’ ridicolo. Oltre al fatto che faresti chiudere tutti gli altri caffè anonimi del circondario. :)

    • chiaretta
      Posted at 20:10h, 19 agosto Rispondi

      ma cosa dici Sonia? a nessuno viene in mente di controllare il prezzo? quindi la presunta ignoranza di una cosa perfettamente legale dovrebbe giustificare i poveri dementi che decidono di spendere quei soldi per un caffè? se il listino c’era e loro sono stati tanto sprovveduti da non controllare il prezzo, viste le circostanze di luogo e attrattiva commerciale (che sono palesi), il problema sono loro. ma hai mai aperto un libro di economia o sfogliato il sole 24 ore? come fai a offendere in questa maniera l’autore dell’articolo se non riconosci neanche una regola base del mercato come lo sfruttamento della nicchia e della disponibilità a pagare del cliente? hai mai acquistato qualcosa con una firma sopra? basta anche un fondotinta clarins al posto di uno kiko. i soldi che hai pagato di differenza hanno la stessa giustificazione della differenza di prezzo applicata nel caso del caffè. i “ladri” come da tua definizione stanno dappertutto. si chiamano marchi.

  • Laura
    Posted at 19:34h, 19 agosto Rispondi

    mi trovo d’accordo con l’articolo.
    ad una trasmissione ricordo che una gestrice del bar, o di un’altro sempre in piazza San Marco, raccontava di come i prezzi alti siano anche dovuti ai prezzi di fornitura, e alle tasse salate che devono pagare, per non parlare del mantenimento delle strutture…
    effettivamente quanto può costare di più il trasporto dei viveri via barca o nave rispetto che via terra? questo non lo so…

  • Alessio
    Posted at 20:18h, 19 agosto Rispondi

    Ciao Francesco, sono d’accordo con te ma non per gli stessi motivi. Credo, anzi sono certo perchè dev’essere così per legge, che un listino prezzi fosse esposto all’interno (o all’esterno) del locale e che le persone potessero consultarlo. Se il prezzo per loro era troppo alto e incongruo ai servizi offerti potevano scappare a gambe levate ( io sarei scappato!), nel caso invece, come poi si è verificato, avessero trovato giusto il prezzo, allora si entra si consuma e si paga, nessun obbligo. Sono scusati se non hanno notato o letto il listino e non lo sono se l’hanno visto ma sono rimasti seduti, bevuto e poi postato innescando sterili e italiote polemiche a riguardo. Ci sono due strade: se un locale offre dei servizi ad un prezzo inadeguato è abbastanza logico che chiuda in quanto la gente è meno stupida di quello che pensiamo. Se il locale ha dei prezzi esosi ma è frequentato da gente “facoltosa” o che prova piacere nel sedersi in un esclusivo salotto in una delle piazze più famose d’Italia e pagare quello che chiedono, beh.. ben vengano! sono contento per quegli esercenti veneziani che lucrano sulle loro spalle. Io sono di Treviso e ho avuto modo di essere spesso a Venezia sia per diletto che per studio. San Marco è una piazza stupenda che si vive anche solo “essendo li ed ora” e facendo per qualche ora parte di uno degli scorci più belli (permettimi) del mondo. Frequentando Venezia, che significa “gambe in spalla e su e giu da ponti e calli” il consiglio che mi sento di dare è che i turisti s’informino per bere al prezzo giusto aperitivi/amari/caffè perchè San Marco è da sempre speculativa proprio perchè galleggia sul turismo.

    Io la vedo così, non pretendo che siano tutti d’accordo con me ma invito tutti ad essere più coscienti delle scelte che fanno prima di gridare allo scandalo. Se faccio un’affare sbagliato è colpa mia come è merito mio se ne faccio uno di portentoso. Troppo facile dare sempre la colpa ai furbi. In questi momenti di recessioni dobbiamo essere tutti più attenti…

    Spero di essermi spiegato bene… Buona serata a tutti

    Alessio

    • Francesco Favaro
      Posted at 22:01h, 19 agosto Rispondi

      Ciao Alessio,
      leggendo il tuo commento mi sembra di capire che alla fine le tue motivazioni sono molto vicine alle mie, c’è un listino prezzi pubblicamente esposto, e si può scegliere se entrare o no. Grazie per il commento e l’approfondimento :)

  • Piergiorgio
    Posted at 20:25h, 19 agosto Rispondi

    Ma dai. L’unica voce che si puó giustificare é quella della musica dal vivo, anche economica se effettivamente ci suonano signori musicisti.
    Un caffé 6 euro é una cretinata. Vuoi dare il messaggio che il locale é storico ed esclusivo? Fai pagare 30€ a persona per la musica dal vivo o chiamalo “Ingresso”, ma non mettere 6 € in un caffé e 10€ ad amaro…dai é usura. Oltretutto non tutte le persone prima di sedersi a un caffé scannerizzano il listino prezzi..é il solito modo di spillare soldi approfittando della cittá d’arte, semplicemente cafone.

    • Francesco Favaro
      Posted at 22:06h, 19 agosto Rispondi

      Però i frequentatori di questi posti, conosciuti e con una reputazione nota in tutto il mondo, il costo del singolo caffè non è un problema. Probabilmente locali e ristoranti che frequentano sono in linea con quel listino.

      Poi c’è chi vuole regalarsi questo lusso solo perchè è a Venezia in viaggio, e vuole regalarsi questa emozione. (forse regalare non è il verbo giusto :) )

      Poi c’è chi, minoranza mi sa, ci entra ignorando il listino prezzi e ci esce sentendosi fregata. Però questa è la prima volta dopo anni che viene fuori un caso del genere…

      • Piergiorgio
        Posted at 22:17h, 19 agosto Rispondi

        mah non sono cosí convinto si tratti di una minoranza..altrimenti il posto chiuderebbe bottega dopo una settimana. Non ho nulla contro i ricconi che reputino esclusivo sedersi a questo bar.. trovo solo pacchiano e ladro da parte dei proprietari mettere in listino bevande a un prezzo sei volte superiore alla media. Non c’é a mio vedere nessuna differenza tra questa situazione e gli ambulanti che ti vendono la bottiglia d’acqua a €8 mentre sei in coda frustrato ai musei vaticani. Tanto qualunque prezzo facciano sanno che il giorno dopo ci sono un altro migliaio di ignari nuovi turisti pronti da spennare..basta che in una giornata se ne siedano una decina e hai fatto l’incasso.

        • Francesco Favaro
          Posted at 22:27h, 19 agosto Rispondi

          Una minoranza intesa rispetto alla popolazione meno abbiente.

          Ma come la dici tu sembra che questo bar faccia soldi solo grazie ai turisti che ignorano il fatto che il caffè costi così tanto e che, anche se lo sanno, non hanno alternative a quel caffè. :)

          Detto questo, anche il cinema che ti fa pagare i popcorn 5 euro, semplice mais dal valore di pochi cent, sarebbe da considerare un ladro, no?

  • Libero
    Posted at 16:20h, 20 agosto Rispondi

    abito a 30 km da Venezia e ci vado almeno 3 volte al mese, per fare un giro. Conosco posti dove un caffè costa 1 euro e un amaro 3. Ma ogni tanto DEVO fare una fermata al Caffè Florian (questione di gusti personali…), che è a pochi metri dal Lavena. Mi siedo, prendo un succo di pomodoro o un the (servizi in modo impeccabile), guardo la gente, ascolto i rumori della piazza, con il tempo che ci vuole, pago il prezzo che è riportato chiaramente nel listino ( http://www.caffeflorian.com/pdf/listino.pdf ) che i camerieri di portano PRIMA di ordinare.
    Nel listino a pagina 4 c’è la descrizione e il prezzo della musica.
    Per cui: di cosa si lamenta chi protesta? Uno swatch costa meno di un Rolex, ma nessuno si indigna su FB…

    • Giovanni Sonego
      Posted at 15:50h, 22 agosto Rispondi

      Due le questioni.

      1. Siamo sicuri che il listino prezzi sia stato esposto in modo corretto? La tabella dei prezzi dev’essere visibile anche all’esterno, per intenderci. Non basta che il listino venga consegnato prima di consumare. E’ comunque un listino di 46 pagine e richiede un po’ di tempo.

      2. A pagina 5 del listino del Florian (quella con l’indice dei prodotti) c’è scritto che “IVA e servizio” sono compresi nel prezzo. Uno si siede, legge quello, e pensa “il caffè costa 6,50 €, ma la musica è compresa”. A pagina 4, non c’è un un elenco di prodotti ma testo di benvenuto che spiega la tradizione dell’orchestra. In fondo a quella pagina c’è scritto del “supplemento orchestra” di 6,00 €.

      Questo è un modo astuto per nascondere il supplemento musica. Un po’ come le clausole scritte in piccolo nei contratti assicurativi…

      Non sarebbe più trasparente mettere il costo del caffè a 10 € invece di 6 €? O i biscotti a 15 € invece che 10,50 €?

      • Francesco Favaro
        Posted at 20:41h, 22 agosto Rispondi

        1- per quanto riguarda questo punto, secondo me stiamo facendo tanta discussione per dei dettagli non molto significativi. Ok, il listino formalmente espone prezzi e tariffe, però stiamo parlando di un esercizio in piazza San Marco, sentirsi truffati per un caffè pagato 6 euro in quel contesto mi sembra inopportuno, e rimando alle 4 motivazioni che ho elencato. Questi caffè non hanno bisogno di nascondere il supplemento della musica, anche se concordo sul fatto che, stando a come descrivi il menù, sarebbe da migliorare e rendere più chiaro.

  • 6 consigli per scrivere un articolo virale [audio] | Weekly Marketing Quote
    Posted at 20:52h, 20 agosto Rispondi

    […] è stato un articolo di opinione sull’ormai famoso scontrino di venezia che tanto ha fatto parlare e discutere in questi […]

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