19 dic Sfilate di moda, concept car, design: Stupire o Persuadere?

Come riesce il settore della moda a farci accettare continuamente nuovi stili? Il successo di una nuova tendenza è frutto della casualità?

Capita spesso di vedere servizi televisivi dedicati a sfilate di moda e grandi stilisti visionari.
Sarà che non sono un gran esperto di moda, però mi sono sempre chiesto quale sia l’utilità di certi abiti, esagerati, importabili e al limite dell’assurdo, proposti nelle più illustri passerelle.
Vogliono stupirci o persuaderci?
Beh, questa mattina, ricercando materiale per l’esame di Sviluppo dei nuovi prodotti, mi sono imbattuto in un interessante articolo su Economia & Management riguardante le dinamiche di accettazione di nuovi stili e nuove mode.

In breve:
gli autori dell’articolo sostengono che l’esagerazione stilistica di un oggetto (in questo caso i capi sfilata) renda più facile l’accettazione della sua versione base (quella che effettivamente viene poi venduta nel mercato di massa, nei negozi che abitualmente frequentiamo).
Per facilitare l’accettazione del nuovo non solo ai consumatori esperti, suggeriscono di creare un prototipo che mostri in maniera evidente i suoi elementi innovativi e semplifichi la loro comprensione anche da parte di un pubblico non esperto.
Ciò induce a una valutazione più favorevole del nuovo stile e aumenta le probabilità che questo venga accettato e adottato (che ci diventi familiare e venda).
Il successo di un nuovo trend è meno casuale e più scientifico di quanto si possa pensare.
La stessa logica è applicabile anche in ambiti diversi, per esempio alle concept car.

Cito alcune parti significative:

[…] Dal punto di vista visivo, l’esagerazione è una tecnica di rappresentazione che rende le caratteristiche distintive di un oggetto più evidenti, enfatizzandole, o rappresentandole in modo iperbolico, rendendo in tal modo più agevole la decodifica (wmq: comprensione) di tali caratteristiche (Ramachandran, Hirstein 1999). […]

[…] L’esagerazione, infatti, mette in rilievo le caratteristiche distintive di uno stimolo visivo, lasciando in secondo piano quelle meno rilevanti, così come avviene nelle caricature. Le caratteristiche che vengono rese in modo esagerato sono più agevoli da recepire ed elaborare mentalmente, e numerosi studi hanno dimostrato che la facilità nell’elaborare l’informazione rende automaticamente le valutazioni dello stimolo che viene elaborato più favorevoli (Reber,Winkielman, Schwarz 2004; Winkielman et al. 2003). […]

[…] E’ prassi consolidata far precedere al lancio del prodotto la presentazione di prototipi basati sullo stesso concetto, ma che ne esasperano alcune caratteristiche […]

Fonte: Cillo Paola, Scopelliti Irene, Mazursky David.  Stupire o persuadere? Strategie di lancio di un nuovo stile nel settore della moda. Economia & Management 5 – 2011

Francesco Favaro
favaro.france@gmail.com

Laurea Magistrale in Marketing e Comunicazione. Attualmente sono Marketing Assistant in SodaStream Italia. Leggo molti saggi e manuali, per il desiderio di capire di più, e più a fondo. . Osservatore. Profilo Google +

3 Comments
  • icittadiniprimaditutto
    Posted at 16:59h, 19 dicembre Rispondi

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  • FMktg&Ve
    Posted at 19:12h, 19 dicembre Rispondi

    Devo dire che trovo molto interessante la spiegazione scientifica che dà l’articolo che hai trovato, ma devo anche dire che, da appassionata di moda, mi trovo sempre di fronte a tre situazioni:

    1 – ci sono coloro che affermano con fierezza di non seguire la moda;
    2 – c’è chi trova inconcepibile che una borsa possa arrivare a costare centinaia, se non migliaia di euro;
    3 – e poi c’è chi si chiede chi possa indossare quello che gli stilisti propongono sulle passerelle oppure, come nel tuo caso, quale sia l’utilità di scarpe o abiti importabili.

    La risposta alla tua domanda, secondo la mia personale opinione, è che occorre guardare alla moda da un’altra prospettiva. La moda è un mercato che frutta miliardi a chi la fa, ma se andiamo alle origini, cioè allo stilista che decide di creare i propri capi, quello che ci troviamo di fronte è una persona che esprime se stesso attraverso la moda.
    Ora, la moda è una forma d’arte? Per me si, e lo è anche per chi crea musei dedicati al design (vedi il museo Fortuny a Venezia)… in effetti la moda è considerata parte delle cosiddette arti minori che nei primi del 900 hanno rivendicato la propria rilevanza al pari della pittura e della scultura (vedi la Secessione Viennese e l’Art Nouveau). Se accettiamo che la creazione di moda sia una creazione d’arte, la domanda diventa: quale è l’utilità di un pezzo d’arte? L’utilità di un Picasso quale è? Lo usi per fare cosa?
    Certo, è vero che una scarpa non va solo ammirata, ma anche indossata, ma dato che la moda non è solo arte ma anche mercato, nel momento in cui i modelli escono dalle sfilate essi vengono rielaborati adattandoli ad una vestibilità normale (anche per esigenze di produzione). A questo punto, quello che vediamo alle sfilate non è sempre quello che indosseremo, a volte lo stilista realizza qualcosa semplicemente per dare sfogo alla sua creatività… è tanto strano?
    Personalmente, quello che mi piace della moda è appunto questo: è una forma di espressione interiore, ma si indossa, e quindi c’è questo continuo incontro-scontro tra arte e utilità, che vanno accettate insieme. Così come è concepibile una scarpa comoda, fatta apposta per correre, è concepibile una scarpa scultura scomodissima da indossare ma spettacolare. Sono i due estremi della stessa cosa:)

    • Francesco Favaro IV
      Posted at 19:21h, 19 dicembre Rispondi

      Ste una risposta impeccabile. E ti dirò, sono d’accordo con te, la moda è una forma d’arte, uno sfogo di creatività. Le domande che mi sono fatto erano volutamente provocatorie. L’articolo letto mi è piaciuto molto per via della spiegazione che tenta di dare sul processo che sta alla base della “massificazione” di un nuovo stile. Di come certe dinamiche casuali e per la maggior parte naturali possano essere pilotate per aumentare le probabilità di un esito positivo.

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