24 set Un posto migliore, idee da importare in Italia: Better Place

Articolo scritto da un mio caro amico, Mattia Ghedin, studente universitario appassionato di economia e marketing. 
Conversare con lui è sempre un’esperienza piacevole, ho insistito per farlo entrare come editor nel progetto Weekly Marketing Quote. Ha accettato, pubblicherà periodicamente degli articoli riguardanti alcune sue riflessioni e osservazioni sul mondo del business. 

Immerso nelle mie letture mi sono imbattuto in Better Place, un’azienda con sede a Palo Alto, in California, capitanata da Shai Agassi. Questa azienda è nata dopo che il suo fondatore e CEO partecipò al Forum of Young Global Leaders, nel quale uno dei relatori sollevò il problema del futuro del pianeta e della necessità di renderlo un posto migliore entro il 2020.

Agassi abbandonò la SAP (un’azienda leader nella produzione di software aziendali) per dedicarsi appunto a Better Place, un progetto molto ambizioso nel quale l’azienda ha come missione l’espansione delle energie rinnovabili per i trasporti, in collaborazione con i governi nazionali, le case automobilistiche e le grandi società energetiche che decidono di aderire al progetto.
Fino ad ora il progetto ha preso piede in Israele, Danimarca, California, Australia, China e Hawaii, ma le previsioni sono per un allargamento del mercato anche nel resto degli Stati Uniti e in Europa.

Come funziona?
L’utente, in maniera molto semplice e intuitiva, decide quale auto elettrica acquistare tra i modelli proposti che, a fronte di sovvenzioni pubbliche e incentivi delle case, hanno un prezzo uguale, se non inferiore e ai corrispettivi modelli a benzina, dopodiché stipula un contratto con Better Place, che si impegna a fornire una rete di postazioni di ricarica all’interno dello spazio urbano; in aggiunta è possibile acquistare una postazione di ricarica domestica.

Better Place Charge Spot

Ma questa non è una mucca viola (parafrasando Seth Godin), infatti le novità proposte da Agassi, che rivoluzioneranno il mondo dell’automobile, sono:

  • Creare delle postazioni automatizzate dove sarà possibile sostituire la batteria scarica con una carica in un tempo medio di due minuti.
  • Offrire un servizio di noleggio auto che fornisca un servizio all inclusive.

A proposito di quest’ultimo punto, noleggio + contratto, si potrebbe focalizzare l’attenzione su quel gruppo sostanzioso di consumatori che si è accorto che l’esborso di denaro per l’acquisto di un auto è molto basso, almeno rispetto al costo totale di mantenimento dell’auto nel corso della sua vita che, salvo una propensione del veicolo a rompersi, è costituito principalmente dal costo del carburante. Per questi consumatori cogliere un’opportunità che permetta loro di usare l’auto spendendo circa 5 centesimi al Km è più che logica, e se in più sono state abbattute le barriere convenzionali per i veicoli elettrici, quali la difficoltà di rifornimento e la scarsa autonomia (i veicoli progettati per Better Place hanno un’autonomia media di 200Km) la scelta è ancora più semplice. 

Il modello economico di Agassi si basa sul differenziale tra il prezzo medio di un gallone di carburante e il prezzo dell’equivalente unità di energia elettrica, infatti, se pensiamo alle sempre più efficienti tecnologie in merito alle energie rinnovabili, è facile ipotizzare che il prezzo dell’energia elettrica scenda sia su base assoluta, sia in relazione al petrolio, che è una fonte energetica in esaurimento.

In conclusione, mi sembra che l’idea imprenditoriale sia molto buona, molta gente ha bisogno di un prodotto simile e quindi molta gente è disposta a comprarlo al fine di una più decisa salvaguardia ambientale o, più semplicemente, a fronte di un reale risparmio. Purtroppo in Italia il progetto deve ancora arrivare, anche se cose simili si vedono già nelle nostre grandi metropoli, ma solo lì, e per di più senza agevolazioni economiche sull’acquisto dei veicoli, forme di noleggio e stazioni di carica iper-rapida. Solamente delle colonnine di ricarica sparse in giro per città come Roma o Milano, il cui utilizzo è un’esclusiva di chi può permettersi di spendere 40mila€ per una city-car… quindi spero vivamente che Better Place abbia previsto nel suo business plan uno sbarco in Italia (nel breve periodo).

Mattia Ghedin

Francesco Favaro
favaro.france@gmail.com

Laurea Magistrale in Marketing e Comunicazione. Attualmente sono Marketing Assistant in SodaStream Italia. Leggo molti saggi e manuali, per il desiderio di capire di più, e più a fondo. . Osservatore. Profilo Google +

2 Comments
  • Danny
    Posted at 13:55h, 25 settembre Rispondi

    Un progetto senza dubbio interessante. Mi permetto di esprimere qualche possibilità sull’uso esclusivo delle auto elettriche. Mi è capitato recentemente di leggere diverse considerazioni in forum e blog che mettono in guardia dalla supposta economicità ed ecologicità di questa forma di trasporto. Il problema è costituito sempre dalla fonte: da dove ci arriva l’energia elettrica che useremmo eventualmente per i trasporti? Siamo sicuri che all’origine ci sia un progetto non inquinante o rischiamo semplicemente di spostare il problema a monte della filiera? Sono personalmente convinto che le auto elettriche siano il futuro ma forse ci servono ancora alcuni anni per la messa a punto. Nel frattempo il metano e il GPL valgono ancora la pena di essere sperimentati.
    Come idea è comunque molto valida… credo purtroppo che in Italia si sia poco ricettivi a simili progetti.

    • Francesco Favaro
      Posted at 15:08h, 25 settembre Rispondi

      Per un (odiato) lavoro di gruppo su questo tema mi sono imbattuto su un articolo scientifico che spiegava, molto nel dettaglio, che la rete elettrica italiana attuale puó sostenere tranquillamente una modesta diffusione di auto elettriche. Comunque per l’italia ci sarà da aspetrare ancora molto, più che altro per la mole di investimenti iniziali richiesti

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