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31 gen Opinione sugli after lavorativi

Vorrei condividere un’osservazione sugli eventi in cui si fa vanto di lavorare fino allo stremo delle forze per sviluppare un progetto.

Ok, a livello di storytelling fa figo, emotivamente impatta. Un gruppo di ragazzi che superano i propri limiti per creare qualcosa di nuovo, contro il tempo e il proprio fisico. Ma dal punto di vista concreto, a livello di produttività, efficienza e qualità, non mi sembra una gran cosa.

Lo dico pensando ai miei esami universitari, mi è capitato più di una volta di ritrovarmi a prepararne uno all’ultimo, in tutta fretta, studiando giorno e notte, senza sosta. I risultati ottenuti sono comunque stati sempre inferiori rispetto a quegli esami preparati organizzandomi per bene. Idem per i lavori di gruppo, i migliori sono stati quelli dove eravamo tutti organizzati e padroni del nostro tempo.

Creatività e organizzazione del tempo sono due temi che spesso percepiamo come distanti tra loro, personalmente penso che possano convivere benissimo e che, se uniti, possano portare a grandi risultati.

Partorire progetti facendo lavorare dei cervelli fino allo stremo, togliendo pure il sonno, fondamentale per ossigenare fisico e mente, non credo sia una buona idea. Oltre al fatto che fare after lavorativi – ergere a eroe lo stacanovista – è sintomo di scarse capacità di gestione del proprio tempo e delle tempistiche di un progetto (variabili esogene a parte).

Eviterei di cadere nella trappola del “mi sembra di essere produttivo”, il corpo ha bisogno di staccare e riposare.

Francesco Favaro
favaro.france@gmail.com

Laurea Magistrale in Marketing e Comunicazione. Attualmente sono Marketing Assistant in SodaStream Italia. Leggo molti saggi e manuali, per il desiderio di capire di più, e più a fondo. . Osservatore. Profilo Google +

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