20 set 2 attività di marketing fondamentali (e spesso dimenticate)

Ripensando ad alcuni concetti appresi leggendo i libri di Seth Godin (uno dei miei esperti di marketing preferiti, autore di svariati best-seller e famosissimo blogger a livello mondiale), ho riflettuto su un semplice concetto che sarebbe meglio tenere sempre a mente.

Il marketing consiste in realtà in due attività fondamentali: parlare e ascoltare.

Fino a poco tempo fa, però, è consistito solo in una: parlare.
Parlare al pubblico tramite gli annunci radiofonici, televisivi o i manifesti per strada. Parlare mediante il design del prodotto, le sue caratteristiche o la definizione del prezzo.
Poi, se dobbiamo fare un excurus storico, è diventato importante ascoltare. I gruppi di ascolto (i famosi focus group) iniziarono ad andare di moda, con i responsabili di marketing intenti a prestare le loro attenzioni a gruppetti “autoselezionatisi”.
In realtà, andando un po’ a fondo sui focus group e su come effettivamente si articolano, si capisce come vengano spesso utilizzati per giustificare ciò che si aveva intenzione di fare fin dall’inizio, finendo per avere lo scopo di far sentire ciò che si vuole sentire, ignorando cosa effettivamente sta succedendo nel mercato reale. Per anni le aziende hanno ascoltato frammenti di mercato artificiale, senza uscire dalle loro torri d’avorio per ascoltare cosa veramente dicono i loro clienti.

Purtroppo, o fortunatamente, oggi non può più funzionare così. La rete sta rivoluzionando tutto. I cicli di feedback sono troppo rapidi e non è possibile ignorare il mercato.
Le attività di comunicazione ed ascolto sono cambiate sotto molti aspetti.

Parlare

– La TV è in crisi.
– La radio è in crisi.
– I giornali e le riviste sono in crisi, e quasi al verde.
– I clienti ignorano sempre di più i messaggi pubblicitari.
– Ma consentire ai clienti di raccontare della vostra azienda ai loro amici funziona. Per far questo bisogna creare prodotti eccezionali di cui vale la pena parlare. C’è poco spazio per la mediocrità.
– Il tipo più importante di interazione consiste nel raccontare una storia. Non un’imposizione presuntuosa, ma una storie autentica, che abbia una risonanza e si diffonda.

Ascoltare

– I focus group con preconcetti non sono efficaci.
– Un feedback sui blog non filtrato e non anonimo è efficace.
– Ascoltare le telefonate dei propri call center funziona.
– I cicli di produzione che coinvolgono gli utenti nella progettazione funzionano. (es. i software opensource, o fenomeni come Zoopa).
– Parlare direttamente a clienti insoddisfatti funziona.
– Le piattaforme attualmente sono la strategia di successo, perchè permettono e facilitano la comunicazione e la’ascolto dei clienti. Un esempio su tutti: Facebook.
– Il blog funziona. Perchè è una piattaforma che permette all’azienda di parlare con chi desidera ascoltarla. E altrettanto importante è prestare attenzione a come gli utenti della blogosfera giudicano l’azienda.

Francesco Favaro
favaro.france@gmail.com

Laurea Magistrale in Marketing e Comunicazione. Attualmente sono Marketing Assistant in SodaStream Italia. Leggo molti saggi e manuali, per il desiderio di capire di più, e più a fondo. . Osservatore. Profilo Google +

3 Comments
  • Danny
    Posted at 14:02h, 25 settembre Rispondi

    Che le piattaforme social, e in generale il customer service abbiano assunto un’importanza fondamentale e decisamente superiore rispetto a qualche tempo fa è un dato di fatto. Non sono però del tutto convinto di questa tanto decantata superiorità del passaparola/ruolo dell’utente sulla pubblicità, diciamo così, tradizionale. Le aziende sono ancora in grado di creare una domanda se sanno vendere bene il loro prodotto. Creare qualità, originalità e soprattutto stimolare la fantasia – creare un brand e saper vendere i propri valori. Ma prendiamo il caso di Apple: un’azienda che può permettersi di fare (quasi) quello che vuole. I suoi fan (perchè di questo si tratta, più che di utenti) le andranno dietro in ogni caso. Si tratta pur sempre di un processo calato dall’alto, si parla più di quanto si ascolta, anche se magari lo si rivende come il contrario. Insomma, cambiano le strategie e gli strumenti ma non credo ancora ad una completa rivoluzione in quest’ ambito.

    • Francesco Favaro
      Posted at 14:59h, 25 settembre Rispondi

      Sul caso Apple c’è molto su cui discutere… Ho qualche dubbio sul futuro dell’azienda senza il suo leader carismatico e simbolo. Staremo a vedere se riuscirà a restare nell’olimpo delle marche lifestyle…

  • Social Network, un nuovo modo di comunicare? | Weekly Marketing Quote
    Posted at 11:23h, 27 giugno Rispondi

    […] Di questo argomento ne avevo parlato anche in questo post: 2 attività di marketing fondamentali (e spesso dimenticate) […]

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